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Scheda tecnica  – allegato F –

PIATTAFORMA “SIRE”       

UNA PIATTAFORMA ELETTRONICA INTEGRATA PER PROGETTARE IL NOSTRO FUTURO 

L’Italia è uno dei paesi più ricchi al mondo

Noi in Italia abbiamo un patrimonio artistico, edilizio, culturale ed ambientale che ci invidiano tutti, ma abbiamo anche e soprattutto una ricchezza immobiliare e finanziaria che è tra le più alte al mondo.

Ma quando cerchiamo di attuare politiche economiche a favore di cittadini e imprese, le nostre più nobili intenzioni si infrangono contro uno scoglio insormontabile: il debito pubblico ed i vincoli di bilancio che, supportati dalle fluttuazioni dello spread sui mercati finanziari, ci riportano alla cruda realtà di una coperta finanziaria troppo corta per realizzare i nostri sogni.

Lo Stato oggi ha perso il controllo del sistema bancario, che è privato e con azionisti prevalentemente stranieri, del debito pubblico, che è in mano ai mercati finanziari che ci ricattano con lo spread, e del sistema fiscale, che è troppo condizionato dai vincoli di bilancio.

Il problema è che ci mancano i soldi, cioè l’unico strumento di scambio che si può creare con un clic del computer.

In questo momento abbiamo un grande bisogno di liquidità, ma dobbiamo farla arrivare all’economia reale per valorizzare le risorse che abbiamo e generare un benessere equo e sostenibile per tutti.

Il Piano di Salvezza Nazionale

Il Piano di Salvezza Nazionale nasce dalla consapevolezza che uno Stato ha sempre la possibilità di creare strumenti di scambio, perché ha il potere di decidere con quale moneta possiamo e dobbiamo pagare le tasse.

La firma dei Trattati Europei ha trasferito all’Unione Europea le competenze esclusive della Banca d’Italia, cioè le politiche monetarie e l’emissione esclusiva di banconote, ma non ha mai trasferito, né avrebbe potuto farlo per le norme della nostra Costituzione, la sovranità monetaria, che rientra tra le competenze esclusive dello Stato, perché strettamente legata alla sovranità fiscale (art.1 e art.117 punto “e” della Costituzione).

La questione è facilmente intuibile se consideriamo il fatto che è lo Stato che decide quali strumenti di scambio accettare per il pagamento delle tasse, e oggi tra l’altro accetta solo il credito elettronico bancario, che è ad accettazione volontario e non una moneta a corso legale, ma che costituisce più del 90% di tutta la moneta che noi usiamo. Può allora lo Stato creare altri strumenti di scambio ad accettazione volontaria, nel pieno rispetto dei Trattati Europei, che possano essere immessi nell’economia reale e produrre benefici ? La risposta è SI e la piattaforma SIRE serve a questo.

L’idea è penetrata all’interno delle istituzioni 

Finalmente questo idea è stata colta da diversi senatori e deputati del Movimento 5 Stelle, dai senatori Sabrina Ricciardi, Emiliano Fenu, Stanislao Di Piazza, ai deputati Pino Cabras e Giorgio Lovecchio, ma soprattutto dai sottosegretari Mario Turco e Riccardo Fraccaro.

Da diverse settimane hanno cominciato a parlare di un Piano di Autofinanziamento Interno che avrebbe come obiettivo quello di reperire le risorse all’interno dei nostri confini, evitando i ricatti dei mercati finanziari con lo spread, ma anche le condizionalità o le riforme strutturali, sempre associate ai prestiti dell’Unione Europea.

Ci sono già diversi elementi di novità introdotti fino ad oggi dall’azione del Governo, quello che ancora manca è il disegno complessivo e l’adozione di nuovi strumenti innovativi e tecnologici che possano favorire una svolta nella gestione delle politiche economiche e fiscali italiane.

In questo momento è sicuramente urgente risolvere la crisi economica conseguente all’emergenza Covid-10, ma bisogna anche intervenire nel settore bancario con banche pubbliche adeguate per aumentare gli investimenti, ridurre il nostro debito con l’estero incoraggiando e tutelando il risparmio degli italiani, ma soprattutto cominciare ad aumentare la domanda interna ed il sostegno a famiglie ed imprese con nuovi strumenti fiscali.

Queste sono le soluzioni che sono già state adottate dal Governo :

  • banca pubblica MCC, che il Decreto Legge n.142 del 16 dicembre 2019 vuole trasformare in una Banca degli Investimenti, ma non è ancora diventata operativa e non ha filiali, nonostante potrebbe annettere MPS e BPB, per renderla più adeguata alle attuali esigenze;
  • emissione dei BTP Italia, che ha dimostrato la fiducia degli italiani nello Stato e la loro disponibilità ad investire una parte della loro ricchezza finanziaria, ma vogliono prodotti non speculativi ed adatti alle loro esigenze, come prescrive la Costituzione all’art.47;
  • cessione a tutti dei crediti d’imposta, inserita nel DL Rilancio, ma hanno un impatto limitato perchè non è stata ancora creata una piattaforma elettronica per facilitare questi scambi.

La piattaforma SIRE

Lo Stato deve prendere il controllo del sistema bancario, con banche pubbliche come ha la Germania, del debito pubblico, riportandolo in mani agli italiani e non ai mercati finanziari, e del sistema fiscale, che deve permettere politiche espansive senza gravare sui vincoli di bilancio.

L’innovazione e la tecnologia permette allo Stato di creare nuovi strumenti elettronici, con i quali scambiare beni e servizi, che possono essere creati facilmente e circolare nell’economia reale, nel pieno rispetto dei Trattati Europei: i crediti verso la banca pubblica, i crediti verso lo Stato e i crediti verso l’Agenzia delle Entrate, che possono essere gestiti da cittadini e imprese con una unica carta di credito elettronica.

Per questo abbiamo ipotizzato una piattaforma elettronica integrata, chiamata SIRE (Sistema Integrato di Rinascimento Economico), che possa gestire i conti correnti elettronici bancari presso MCC, ma anche i conti di risparmio e i conti fiscali, in modo da generare nuove risorse per l’economia reale, senza dover chiedere soldi in prestito da soggetti o istituzioni fuori del nostro paese.

La piattaforma SIRE metterebbe a disposizione dello Stato, sostanzialmente tre nuovi strumenti elettronici :

  • Conti Correnti in Banche Pubbliche come MCC, capitalizzata e simile alla KfW tedesca, per creare nuovi crediti bancari per il sostegno delle imprese e gli investimenti nell’economia reale, magari accorpando anche MPS e BPB per avere filiali in tutta Italia;
  • Conti Correnti di Risparmio gestiti da MCC, per garantire e remunerare la ricchezza finanziaria degli italiani, pari a circa 4.500 mld di euro, ma anche far circolare questi crediti nell’economia reale ed evitare allo Stato la necessità di chiedere prestiti ai mercati finanziari o alle istituzioni europee, per poi essere ricattato con lo spread o costretto a condizionalità e riforme strutturali che peggiorano la crisi;
  • Conti Correnti Fiscali, per permettere la cessione a tutti dei crediti d’imposta, che possono essere creati dallo Stato senza generano debito pubblico, al fine di aumentare la domanda interna e sostenere le famiglie e le imprese, permettendo un’immediata crescita dell’economia reale.

Il Piano per il Rinascimento Economico dell’Italia fino a 1000 mld di euro

Con questi strumenti è possibile realizzare un Piano per il Rinascimento Economico dell’Italia, che preveda un piano di investimenti per la ricostruzione dell’Italia fino a 1000 mld di euro in due anni, così suddivisi:

  • 350 mld di euro con i Conti Bancari presso MCC;
  • 450 mld di euro con i Conti di Risparmio presso MCC;
  • 200 mld di euro con i Crediti Fiscali.

Siamo in un momento storico speciale e straordinario.

Le logiche dell’austerity e del debito hanno dimostrato la loro inadeguatezza a rispondere alle nuove esigenze, dobbiamo assolutamente cambiare paradigma, ma è necessario creare nuovi strumenti che permettano allo Stato di progettare e realizzare il nostro futuro.

Dobbiamo mettere al centro dell’azione politica la vita delle persone e l’ambiente in cui viviamo, cercando gli strumenti per raggiungere finalmente un benessere equo e sostenibile per tutti.

Riprendiamoci il nostro futuro

In questa intervista su Byoblu, Fabio Conditi e Giovanni Zibordi spiegano come.

 

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